A dichiararlo è il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta.Al momento, dunque, non è la nuova influenza a incidere sulle assenze dei dipendenti della P.A., ma un altro dato: Quello che si è visto dal mese di agosto, quando l’influenza non era ancora oggetto di prime pagine sui giornali ‒ ha ricordato l’inquilino di Palazzo Vidoni -, è un aumento dell’assenteismo dovuto al cambio delle fasce di reperibilità che il mio decreto, a partire da luglio, ha riportato da 9 ore alle originarie 4.
Data l’età media dei dipendenti pubblici, che va dai 30 ai 60 anni, non ci sono grandi differenze anche perché l’influenza A attecchisce di più sui giovani e sui bambini, che certo non sono funzionari statali.Intanto da lunedì scorso, ha annunciato il ministro, si è aggiunto un nuovo tassello sul fronte del controllo delle assenze: è entrato in vigore la legge che introduce la responsabilizzazione dei dirigenti sull’obiettivo di garantire nei loro singoli uffici tassi ottimali di assenteismo.
Questo, ha rivendicato il ministro del Welfare, è l’effetto della strategia del governo, che ha assecondato, con gli strumenti che abbiamo adottato, la propensione dei nostri imprenditori a mantenere un rapporto di lavoro (e dunque un legame stretto con i propri dipendenti) anche in presenza di una caduta della produzione e di ore lavorate.E, nuove rassicurazioni arrivano inoltre anche sul versante previdenza direttamente dal titolare del ministero dell’Economia.
Il ministro ha aggiunto che gli assegni di quiescenza non sono la RC auto, ma la vita stessa della gente.ISTAT – La produzione industriale di settembre è scesa del 5,3% in confronto ad agosto e del 15,7%, dato corretto per gli effetti di calendario, rispetto al settembre 2008.
Fonte:
http://www.avanti.it/index.php/tempo-reale/93-l-avanti-in-edicola/7138-pa-linfluenza-a-non-incide-sulle-assenze-carlo-pareto.html